Preparazione dello sci fai da te [Parte 2 - Le Lamine]
Pubblicato il 16/05/2020
Abbiamo visto nella parte precedente come vengono preparati gli sci in laboratorio ma già dopo 2 giorni in pista lo sci non ha più la stessa scorrevolezza che si percepiva inizialmente e le lamine non sono più così affilate.
A questo punto possiamo provvedere a ripristinare ciò che è andato perso, un'operazione che si può fare anche a casa propria con ottimi risultati; per farlo è necessario però disporre di attrezzatura specifica e tempo (soprattutto all'inizio): non aspettatevi che tutto si svolga come in negozio in 15 minuti, perché un ottimo risultato è possibile ma richiede tempo!
Il terzo ingrediente fondamentale è la passione ma, a chi legge questo articolo, certamente non manca!
Questi gli strumenti necessari:
- un banco da lavoro stabile e delle morse apposite per lamine e sciolinatura (sono kit composti da 3 morse)
- una squadretta dell'angolatura eseguita in origine (di solito per sciatori esperti si utilizza 88° oppure 87°)
- un kit di almeno 2 lime (meglio 3) o "diaface" (micro lime diamantate) di diverse grane
- pinzetta a molla o morsetto per tenere la lima sulla squadretta (alcune squadrette hanno già il morsetto integrato)
- una soluzione da poter spruzzare come lubrificante ma che non ossidi le lamine e le parti in metallo che può essere fatta in casa con 50% alcool e 50% acqua
- elastici a fascetta per tenere "premuti" gli skistop
- opzionalmente un toglifenolo
- opzionalmente lo strumento per creare l'angolazione di tuning
Finalmente possiamo procedere!
Innanzitutto bisogna appoggiare lo sci piatto nelle morse e far scorrere lo spigolo di una squadretta rettificata o di un righello di metallo rettificato lungo tutta la soletta, tenendo una fonte luminosa sullo sfondo: se ci sono punti in cui la luce passa nel centro della soletta o nei lati (per cui la soletta risulti bombata oppure concava), è meglio riportare lo sci in laboratorio, inutile spenderci altro tempo a mano. Normalmente non succede ma è sempre bene verificarlo. Attenzione a non confondere una soletta non planare con un residuo di soletta rimasto per aver preso un sasso: nel primo caso si forma un dosso o un avvallamento, nel secondo caso il righello viene tenuto alto da un puntino specifico di soletta che può essere rimosso con una spatola d'acciaio; il solco che in genere si trova accanto può essere riparato con appositi stick da fondere e far gocciolare nel foro.
Se lo sci è planare si comincia con le lamine; è possibile scegliere la lima più o meno grossa ma negli ultimi anni la comodità delle diaface con grana più o meno sottile sta soppiantando l'utilizzo delle lime, seppur entrambe le soluzioni siano tutt'ora valide. Se la lamina è molto stondata e lo sci tiene poco, si parte in genere con una grana più grossa (ad esempio una diaface 200 o 400), per poi passare ad una più fine, come ad esempio 600 o 800 oppure addirittura sopra a 1000 per tirare la lamina a specchio. Se si è sciato poco ma comunque si desidera lo sci perfetto, si può utilizzare direttamente una grana fine come la 600.
Può capitare che l'angolatura desiderata porti ad incidere la lima anche sul materiale plastico "impastando" dei minuscoli granelli di plastica tra la lima e la lamina che impediscono di effettuare un buon lavoro (la sensazione è che la lima scorra senza far presa o viceversa che si blocchi e saltelli in base al tipo di materiale plastico nella composizione dello sci). In questo caso se abbiamo un toglifenolo possiamo utilizzarlo facendo una sola passata decisa lungo tutto lo sci che andrà a togliere un unico lungo ricciolo di materiale plastico e lascierà la lime "libera" di lavorare sul metallo. Un sistema "fai da te" con una lima di tipo "raspa da sgrossatura" è quello di andare a diminuire l'angolo di attacco di un grado o due aggiungendo alcuni strati di nastro sul lato che scorre sullo sci nella parte lontana dalla lamina, in questo modo la lima si allontana dallo spigolo della lamina e appoggia solo sul materiale plastico; procederemo quindi energicamente come se stessimo facendo le lamine (vedi sotto) ma incidendo solo la plastica e fermandoci quando la lima comincia ad entrare in contatto nuovamente col metallo. Il toglifenolo è più pratico maper un discreto toglifenolo che si usa piuttosto raramente, dovrete spendere circa 50€.
Ma come procedere ad affilare le lamine?
Innanzitutto, fissimao saldamente punta e coda dello sci nelle 2 morse esterne posizionandolo la soletta in verticale (quella centrale si usa solo nella sciolinatura), ricordiamoci di lubrificare tutta la lamina e il fondo con la soluzione alcolica. Poi diamo una bella spruzzata della stessa soluzione anche sulla lima o diaface, quindi la fissiamo alla squadretta con il morsetto (o con la pinza come in foto), in modo che la lima risulti essere la prosecuzione di una delle 2 facce della squadretta e incliniamola leggermente sull'asse longitudinale come si vede nella foto.

Le lime hanno un senso di utilizzo, quindi facciamo attenzione a non far forza nel verso sbagliato: si rischia uno spreco di energie per ottenere un risultato scarso... ma se vi capitasse, niente paura! Non avete rovinato lo sci, solo perso tempo.
Quando si fanno scorrere lima e squadretta lungo lo sci, è fondamentale mantenere sempre la squadretta ben aderente alla soletta dello sci per garantire il rispetto dell'angolo. Un trucco è pensare che la forza applicata sul fondo dello sci dalle dita della mano sia superiore a quella applicata dal pollice sulla lima, in questo modo si mantiene sempre il giusto angolo. Un altro suggerimento è quello di camminare a piccoli passi e muoversi avanti e indietro lungo lo sci, non allungare troppo il braccio per mantenere maggior controllo; infine, l'altra mano dovrebbe contrastare la foza sul lato opposto dello sci (sull'attacco o sulla serigrafia per intenderci), in modo che la spinta della mano principale non debba essere "limitata" rischiando di far staccare la squadretta dalla soletta.
Un consiglio per far pratica è fare le lamine ad un vecchio paio di sci che tenete in cantina, con un pizzico di fortuna torneranno come nuovi e non rischierete di rovinarvi gli sci e l'imminente uscita in pista.
Quando ci sembra di aver ottenuto un buon risultato, possiamo verificare se la lamina ha un filo perfetto facendo scorrere a circa 30° il dorso di un'unghia sullo spigolo: se la lamina è ben affilata, lo spigolo asporterà una leggerissima patina dall'unghia ma è bene fare attenzione a non passare mai il dito lungo la lamina perchè è molto facile tagliarsi; è quindi consigliabile fare la lamina utilizzando guanti da lavoro che proteggano dal taglio; per verificare l'affilatura con frequenza ma tenere il guanto sulla mano che fa scorrere la lima, spesso gli skiman utilizzano un solo guanto in modo da lavorare protetti senza perder tempo.
Raggiunto un risultato soddisfacente sulle 2 lamine, possiamo pulire la lima con la stessa soluzione alcolica e, se serve, con una spazzola metallica apposita o con uno straccio ed asciugare lo sci con un panno.
A questo punto abbiamo lavorato il fianco della lamina quindi potrebbe esserci del residuo di lavorazione che sporge sul fondo dello sci (a volte di pochi micron, non visibile ad occhio): questo residuo è detto sbavatura.
In questo caso, un passaggio molto leggero di una pietra per affilatura (o gomma per affilatura) sulla lamina nella parte sotto allo sci può risolvere il problema, ma seguire l'angolatura del tuning (in genere 0,5° lunga solo 1 o 2 mm) non è semplice; è possibile quindi adoperare lo strumento di affilatura del tuning con la stessa angolatura predisposta in laboratorio (es. 0,5°) e una diaface molto sottile (es. 800) per dare una singola, leggera passata che rimuova il residuo eventualmente accumulato e dia una lucidatura alla lamina anche sotto allo sci.
La pratica del tuning a mano è controversa: molti lo sconsigliano perchè facendolo spesso si potrebbe rovinare la geometria creata tra la planarità del fondo e la lamina (il fondo risulterebbe più basso della lamina); qualcuno invece sostiene che sia importante farlo sempre. Personalmente mi pongo a metà strada: una leggera passata permette di asportare l'eventuale sbavatura e rimuovereeventuali tracce di ossidazione mantenendo un perfetto spigolo affilato; non vado però a fare molte passate ne a premere come avviene sul lato della lamina, se voglio una lamina super affilata, lavoro di più il fianco.
Quando ero ragazzo e gli sci non erano sciancrati, dopo l'affilatura si andava a ridurre l'angolo su punta e coda mediante carta vetrata o pietra. Oggi si tratta di un'operazione anacronistica con gli sci moderni non è necessaria e a mio parere assolutamente da evitare sulla coda. Eventualmente può essere opportuno un lieve passaggio in punta di una gomma apposita in modo da rendere lo sci più comodo nell'inserimento in curva. In questo caso è sempre bene contare i passaggi della gomma sulla lamina per mantenere lo stesso arrotondamento su tutti gli sci; inoltre è bene farlo gradualmente, procedendo ad esempio come segue:
- primo passaggio solo sugli ultimi 5cm prima della curvatura della punta
- secondo passaggio solo sugli ultimi 10 cm prima della curvatura della punta
- terzo passaggio solo sugli ultimi 15 cm prima della curvatura della punta
In questo modo i primi 5 cm saranno più arrotondati perchè hanno avuto 3 passaggi; scendendo poi a 2 passaggi e da ultimo a 1 solo, si crea così un leggero arrotondamento che cresce gradualmente sui 15 cm dello sci prima della curvatura della punta. Questo dettaglio rende lo sci più facile ma meno preciso; quindi può essere utile verificare che sensazione dà al singolo sciatore; per quanto mi riguarda, la sciancratura e il tuning sono sufficienti ad agevolare l'ingresso in curva, quindi non eseguo quest'ultima operazione.
Ora che le lamine sono affilate ci aspetta la sciolinatura che vedremo nella terza parte di questo articolo!
A tutta!
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